… abbiamo raccolto baracca e burattini e ci siamo trasferiti in Francia.

Non è strano ritrovare un articolo di giornale di dieci anni fa; lo strano è rileggerlo con attenzione e far mulinare i pensieri, le ansie, i successi e, perché negarli, gli errori e le risalite, i commenti, gli scetticismi che ci hanno circondato allora e sempre durante la nostra vita da emigrati. Emigrati di lusso magari, sì, perché parlare di cose piacevoli come la cucina, il gusto e il savoir-faire italiano è un lusso. Al rendiconto scopro che non siamo stati né ci siamo delusi. Confermare le scelte di allora è facile: come quando si osserva un problema di trigonometria risolto. Metto sotto un articolo del giornale locale Le Télégramme [del 2012] la cui foto non rende bene, mentre il testo ci dà vero lustro.

Alberto Ragazzi. Un Italiano appassionato e piccante.

La gastronomia italiana non si limita solo alle paste e alle pizze. Ma son quelle che Alberto Ragazzi vende di più. Con l’esperienza e il calco di un italiano appassionato. Con il gusto di far scoprire tutto il resto…

Aurelia e Alberto Ragazzi si sono istallati a Vannes nel luglio del 2005

All’età in cui i più contano i giorni per la pensione, Aurelia e Alberto si sono buttati in una nuova avventura.

“Eravamo due quadri. Io a Torino dirigente di Kärcher, Aurelia a Milano in un importante studio dentistico”, racconta Alberto Ragazzi. Già nel 2001, dopo una vacanza itinerante in Bretagna, l’idea di avere un pied-à-terre nella regione ci girava in testa. “Il colpo di fulmine arrivò quando ci trovammo davanti ai giardini delle mura”

Qualche anno più tardi la coppia torna per visitare meglio la zona. “Tra la Toscana e la bretagna ci sono dodici ore di viaggio, e c’è tempo per discutere… Ci siamo detti: perché non inventare qualcosa e piantar le tende nella regione?”

Lui mastica la lingua du Ronsard già dalle medie e dopo una permanenza in Svizzera. Lei non sa nemmeno una parola: Ma l’idea passa comunque, imponendosi: apriamo un negozio di pasta fresca, perché a Vannes non ce ne sono.

Fortuna

Gli inizi dell’avventura non sono proprio stati riposanti.
“ Eravamo come dei pulcini. Alle prese di un mondo da capire”.
E spesso a caro prezzo.
La fortuna è stata di aver ricevuto la formazione da un amico, Carlo, per la produzione della pasta fresca, ma anche per le trattative con i fornitori. Una fortuna anche aver avuto clienti pronti a buoni consigli per l’ambiente vannetais. “Sono stati loro, con le loro richieste, che hanno fatto la boutique” racconta ancora Alberto Ragazzi.
La coppia, curiosa e appassionata di cucina, mette a frutto le conoscenze delle differenti culture culinarie del loro paese. Il “Polpettone” alla genovese, (un misto di patate e fagiolini con maggiorana) trova posto vicino ai saltimbocca alla romana, l’aceto balsamico di Modena, il prosciutto crudo toscano, i pistacchi di Bronte o l’olio di nocciole della provincia cuneese. E l’Italia, che è anche formaggi, vini, grissini, salumeria e il famoso Tiramisù…

Scambi

Oggi [ nel 2012] la coppia impiega due salariati e un rinforzo durante il finesettimana. La gastronomia in breve è diventata un riferimento per il passaparola, non ostante che il salumiere “non sia sempre di buon carattere” come Alberto Ragazzi stesso ci confessa. Perché non si scherza con la cucina. Né con il rispetto delle cose buone; e lui ne parla volentieri, lega a ogni piatto, a ogni ingrediente qualche aneddoto, qualche ricordo personale o familiare.nche se il negozio è pieno di gente, lo speziale si perde in questo scambio culturale. Tanto che arriva perfino a suggerire ai clienti come preparare il proprio viaggio in Italia. Ma l’uomo è anche un appassionato di letteratura e di poesia. Allora perché, a 67 anni. Perché non girare una nuova pagina nella vita…

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